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Olio Dop
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La storia della famiglia Tamborino Frisari è un racconto che si snoda lungo trecento anni di attività, strettamente legata alla terra salentina. Personaggio di primo piano nella vita politica, sociale ed economica della Città di Maglie e del Salento fu il Sen. Vincenzo Tamborino (1874-1960). In qualità di agricoltore numerose furono le iniziative volte ad apportare miglioramenti alle coltivazioni di ulivi, di viti e di tabacco.  
Quando nasce Vincenzo Tamborino, 1874, regna in Italia Vittorio Emanuele II di Savoia (sono i tempi in cui nasce o piuttosto si inventa la "Questione meridionale"), ed è sindaco di Maglie il Sen. Achille Tamborino (1825-1895), zio di Vincenzo e personaggio di spicco della famiglia. Il padre di Achille, Giuseppe(1789-1850) e gli zii Savatore e Vincenzo senior, dopo il nonno Paolino (1760-1832), il bisnonno Andrea (1692- 1768) e Donato Maria (1674-1752),  avevano consolidato una grossa azienda agraria e commerciale, sopratutto olivicola.
Achille Tamborino ha diciannove anni quando le cronache parlano di lui, la prima volta, in occasione dell'acuirsi di una delle tante crisi di disoccupazione, carestia e miseria: nel 1844 egli, a sue spese, fa venire dall'Africa quintali di legumi da distribuire alla popolazione. Una quartina popolare in dialetto, facilmente comprensibile, ne lodò la generosità: "A 'llu  quarantaquattru maledittu / ogni purtune sta 'nserrato e strittu. / Ringraziamu l' Achille Tamburino / ca ne nnusse le fave de l'Egittu".
La madre, sorella di Francesco Saverio Giannotta, giudice (dimessosi, in odore di Carboneria) e poi avvocato, amministratore a Maglie e in provincia, appartiene a un'antica famiglia magliese di medici e avvocati.
Achille Tamborino sposerà Luisa Frisari, sorella dell'ultimo duca di Scorrano, Salvatore.
Nel 1848 è vicino al cugino Giuseppe (1789-1850), sindaco di Maglie, che darà ai suoi concittadini la notizia del "novello risorgimento", la concessione della Costituzione da parte di Ferdinando II. Lo zio Francesco Saverio Giannotta viene eletto deputato al Parlamento Napoletano.
Nel 1878 Achille Tamborino formalizza a Roma la richiesta per Maglie "Città", titolo onorifico che sarà concesso con Decreto Règio nel 1880. Si adoperò con tenacia e passione da politico e amministratore pubblico per il Salento oltre che da ottimo imprenditore per la sua vasta proprietà agricola e immobiliare.
Nell'aprile del 1890 fu nominato Commissario per le acque potabili, del progettato acquedotto pugliese, di bonifiche, di tabacchicoltura, ma anche della ristrutturazione degli asili di mendicità.
Nel 1895 ospita a Maglie Francesco Crispi, allora Presidente del Consiglio nel suo secondo governo.  Nello stesso anno muore improvvisamente e lascia in eredità e gestione la sua azienda a Vincenzo, figlio del cugino Antonio.
Vincenzo Tamborino,  studia dapprima a Lecce, presso il Liceo Palmieri, poi passa a Napoli iscrivendosi alla facoltà di Giurisprudenza: la frequenta solo per un biennio (1893-1895), perchè l'improvvisa morte dello zio Achille lo costringe a prendere in mano le redini della vasto patrimonio familiare.
Nel 1897 sposò a Scorrano Domenica Frisari, secondogenita del Duca Salvatore, e nipote di Luisa Frisari, la vedova di Achille Tamborino, fondatrice nel 1908 di un "Asilo di mendicità".
A cavallo del secolo la provincia rifletteva, specchio periferico, i temi sociali economici e politici del Paese, del Sud in particolare. Dopo i tumulti, anche in vari centri salentini, contro l'aumento del prezzo del grano e di altri generi alimentari, e dopo il secondo governo Crispi (1893-1896) e il governo Pelloux (1898-1900), inizia anche nel Salento la lunga era giolittiana, caratterizzata dall'esperimento in parte riuscito di coinvolgere le classi lavoratrici nel definitivo consolidamento dello Stato, allargando la base sociale, e di sbloccare l'isolamento politico dei cattolici inserendoli ad ogni titolo nelle istituzioni: una politica dunque di legislazione sociale e di generale distensione, interna ed esterna.
Di parte liberale giolittiana fu eletto Deputato al Parlamento nel marzo 1909, dopo il ballottaggio con il candidato repubblicano Antonio Vallone. Tra i suoi interventi ricordiamo quelli sull'inadeguatezza delle ferrovie salentine (le cui automotrici, egli ha l'ardire di definire, nell'aula di Montecitorio,
"macchinette di caffè o da noccioline americane"), sulla costruzione della "tramvia" Lecce-Santa Cesàrea e di una "quinta coppia di treni" sulla Zollino-Otranto e sulla Maglie-Gagliano.  
Sin dalle prime agitazioni di braccianti agricoli, agli inizi del novecento, Vincenzo Tamborino - in linea con la politica giolittiana di cauta liberalizzazione della lotta sociale, nel cui quadro diventava possibile l'0rganizzazione Sindacale dei Braccianti -è stato a Maglie tra i promotori della "Società Anonima Cooperativa fra i Lavoratori della Terra" che ha come finalità la tutela dei proprietari ma anche la mediazione dei contrasti con le associazioni bracciantili, fuori della spirale di violenza. Sindaco di Maglie, nell'immediato dopoguerra, convoca in Municipio gli agricoltori per sensibilizzarli al problema della disoccupazione dei contadini e parla della "mancanza dei proprietari dal concorso a combattere la disoccupazione", della loro inerzia e della loro incapacità a essere dei moderni agricoltori.
Nel 1914, deputato al Parlamento, chiede, il finanziamento di borse di studio presso la Scuola Agraria di Maglie, si adopera  per le bonifiche e l'irrigazione, per il porto di Otranto, per il traghetto tra Otranto e Valona, per il raddoppio della rete ferroviaria Bologna-Otranto.
Mentre nella stampa, 13 marzo 1919, si riferisce che Vincenzo Tamborino resterà il candidato liberale nella nuova lista governativa, il 6 ottobre dello stesso anno viene invece nominato Senatore del Regno. Gli subentrerà  nella lista ministeriale e, dopo la vittoria, alla Camera il cugino Paolo Tamborino (1868-1948).
Nel 1920 è diventato Sindaco di Maglie, rimanendo in carica fino al 1942.
Nel giugno del '21 è nominato segretario alla Presidenza del Senato e nell'agosto successivo con altri colleghi salentini viene delegato a rappresentare il Senato all'inaugurazione del "Monumento Nazionale agli Eroici Difensori di Otranto". Nel dicembre del 1922 il Principe ereditario Umberto II inaugurava tale monumento e al ritorno da Otranto era ospite a pranzo di casa Tamborino a Maglie. 
Nel novembre del 1931, in occasione della venuta a Lecce del  Re Vittorio Emanuele III, aprì la sfilata d'onore in piazza Castromediano.
Nel 1934 Vincenzo Tamborino donò al Comune il terreno dello stadio che porta il nome del figlio Antonio, area appositamente da lui acquistata per l'opportuna ubicazione: lo "Stadio Antonio Tamborino Frisari". Negli stessi anni ristrutturò il grande largo adiacente la sua residenza magliese come villa pubblica, con fontana, alberi, aiuole e viali di passeggio; è l'attuale "Piazza Antonio Tamborino Frisari".
Al pari del suo predecessore profuse altrettanto impegno e un forte spirito di intraprendenza nel lavoro e nella gestione delle sue aziende.
Nel maggio 1908 gli venne conferito a Roma un ambito premio  all'"Esposizione Romana degli Oli" patrocinata dalla Società Nazionale degli Olivicultori Italiani.
Nel giugno dello stesso anno inizia un allevamento di filugello, razza Gransasso, che lo vedrà impegnato a lungo con impianti di gelseti, esperimenti e verifiche di produzione. E' tra i primi che nella provincia di Lecce intraprendono una tale attività, suggerita per il "Risorgimento Agricolo" della regione dalla Cattedra Ambulante di Agricoltura sin dal 1902.
Alla Grande Mostra Zootecnica Provinciale nel maggio 1926 conquista un primo premio, medaglia vermeille, per l'allevamento degli animali da cortile.
Nello stesso anno a Fiume, nel contesto della Mostra Internazionale di quella città, gli venivano conferiti un gran premio e una medaglia d'oro per la produzione di eccellenti vini vecchi, oli e formaggi.
Nel febbraio 1927 il grano selezionato nelle sue aziende viene premiato con la medaglia d'argento alla Mostra della Spiga; nel luglio ottiene un riconoscimento dalla Cattedra Ambulante di Agricoltura per l'importazione di ovini miglioratori. Uguale riconoscimento ottiene l'anno successivo, con un Diploma di Primo Grado nel Primo Concorso Nazionale per l'Incremento della Produzione di Bozzoli.
Nel 1934 apre a Poggiardo e a Nociglia due grandi stabilimenti per la lavorazione del tabacco (da "Il Senatore Vincenzo Tamborino" di F. Cezzi). 
Questo spirito illuminato, con il suo attivismo e moderazione in politica e con la sua intraprendenza e tenacia in tutti comparti del settore agricolo ed economico in genere, ha segnato profondamente le nuove generazioni.
 
                                                                                 

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